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Rassegna di Qualità - 29 e 30 gennaio

The teacher

di Farah Nabulsi — Gran Bretagna, Palestina, Qatar, 2023, 115 minuti
Drammatico

Con Saleh Bakri, Imogen Poots, Muhammad Abed El Rahman, Stanley Townsend, Andrea Irvine, Ruba Blal.

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Trama

Sulle montagne della Palestina coperte di ulivi, l'esercito israeliano abbatte le case e arresta chiunque resista. L'ultimo baluardo, prima della rabbia e della rassegnazione, è Basem El-Saleh, professore di

lingue che ha collezionato qualche anno in prigione per insubordinazione. All'ombra di un divorzio e di un lutto impossibile, la morte del figlio, educa i suoi studenti come un padre. Insieme a Lisa, una volontaria inglese che si occupa del reinserimento dei minori incarcerati, fa quello che può contro una violenza secolare. Poi un giorno uno dei suoi ragazzi finisce assassinato da un colono. Basem posa i libri e riprende la pistola.

Recensione

È la ricerca di giustizia (in piena colonizzazione) a guidare il film di Farah Nabulsi, regista e attivista britannica di origine palestinese.

Convinta sostenitrice dei diritti umani, nel 2015 rivolge la sua attenzione all'industria cinematografica, adottando il linguaggio del cinema per difendere il suo popolo oppresso. È attraverso la sua casa di produzione (Native Liberty) che la regista scrive, produce e dirige film che testimoniano la dolorosa vita dei palestinesi. Muovendosi su due fronti (e due dolori), un soldato israeliano rapito per ottenere la liberazione di prigionieri palestinesi e un ragazzo palestinese ucciso impunemente da un colono illegale, The Teacher, ispirato a fatti reali, si fa il terreno di una testimonianza unica: mostrare come il mancato rispetto di un confine diventi un veleno letale, un male incurabile. The Teacher non ha la forza impressionante di No Other Land ma si impone come un altrettanto film di lotta. Contro l'invisibilità e con una fede disperata nel potere delle immagini, Nabulsi scrive e dirige un dramma che è il riflesso di tutte le problematiche che affliggono i palestinesi. In un clima di "criminalità legalizzata", come la definisce Basem, i coloni distruggono case senza motivo, minacciano e ostacolano i palestinesi in tutta impunità. Al cuore del suo film c'è un professore diviso tra impegno politico e insegnamento, tra azione e processi per ottenere giustizia. Un uomo, un padre di vita e di cultura, che si dà il permesso di costruire dentro un processo di distruzione sistematica delle abitazioni e degli uomini che le abitano. Ma tutto sembra inutile contro i coloni e i temibili soldati israeliani, ciechi, accecati e impermeabili a qualsiasi supplica o preghiera.