Toggle navigation
C:\fakepath\quantobasta.jpg
RASSEGNA GIOVEDÌ DI QUALITÀ - 16 / 17 MAGGIO

Quanto Basta (con il regista Francesco Falaschi presente in sala)

di Francesco Falaschi — Italia, 2018, 92 minuti
Commedia

Con Vinicio Marchioni, Valeria Solarino, Luigi Fedele, Nicola Siri, Mirko Frezza, Benedetta Porcaroli, Alessandro Haber, Gianfranco Gallo, Lucia Batassa.

Cinema Capitol  TRAILER
Cinema Capitol  SITO WEB
Cinema Capitol  PREVENDITA BIGLIETTI

Trama

Arturo (Vinicio Marchioni) è un cuoco stellato caduto in disgrazia a causa del suo temperamento collerico, che gli ha fruttato un arresto per percosse e lesioni aggravate. La pena alternativa che gli è stata comminata è quella di insegnare a cucinare ad un gruppetto di ragazzi autistici affidati ai servizi sociali e supervisionati dalla bella psicologa Anna (Valeria Solarino). Nel gruppetto spicca Guido (Luigi Fedele), un ragazzo affetto da sindrome di Asperger, che ha un talento innato per l'alta cucina. Guido chiederà ad Arturo di fargli da tutor per un concorso culinario: uno di quelli che lo chef odia e che hanno partorito fenomeni mediatici come il suo acerrimo rivale, il simil-Cracco Daniel Marinari. Riusciranno Arturo e Guido ad aiutarsi a vicenda a superare i rispettivi limiti comportamentali?

Recensione

Dopo l'esordio con Emma sono io, che affrontava già il tema della disabilità mentale, e le due prove intermedie Last Minute Marocco e Questo mondo è per te, Francesco Falaschi torna a parlare di neurodiversità attraverso il personaggio di Guido, interpretato in modo molto convincente da Luigi Fedele, che avevamo lasciato padre adolescente in Piuma.

Non che i ragazzi, a cui lo chef stellato condannato ai servizi sociali insegna a preparare gustosi manicaretti, abbiano una vita facile, attenzione, ma per Francesco Falaschi non è interamente un dramma. Piuttosto, tra le altre cose, funziona da strumento per il rovesciamento di rapporti e schemi drammatici, con una ridistribuzione dei ruoli di "aiutanti" e "aiutati", "risolti" e "irrisolti", "discepoli" e "guide". E questo ci piace molto. Film di personaggi, Quanto Basta è una partita che si gioca su un terreno di comune difficoltà a rapportarsi agli altri per via di idiosincrasie più o meno certificate, è un confronto fra due supereroi traballanti che unendo le forze creano un'accoppiata fenomenale, un duetto di mutuo soccorso destinato a vincere sia tra i fornelli che nella vita.

Grazie alla generosità di Vinicio Marchioni e di Luigi Fedele che hanno fatto un lavoro straordinario, il maestro e l'allievo attraversano, come dicevamo, diversi generi, ma non si allontanano mai da un cammino di leggerezza e di humour, tratti distintivi di un film che coraggiosamente parla la lingua della della grazia, una grazia mai "negata" dal carattere brusco del cuoco ex galeotto, che anzi contribuisce a epurare la storia di Guido e del suo disagio da ogni pietismo o buonismo. Il ricorso al viaggio, poi, colloca Quanto Basta all'interno di una dimensione di atemporalità, annullata in parte solo dai riferimenti alla moda contemporanea della buona cucina.

Tuttavia, se proprio dobbiamo parlare di star col cappello bianco e il cucchiaio di legno, ai vari Cracco e Cannavacciuolo il film di Falaschi oppone un modello di chef "vecchio stampo", in un elogio della semplicità che attraverso un perfetto spaghetto al pomodoro dichiara guerra all’insopportabile ricercatezza di chi "profana" un branzino coprendolo di salsa al cioccolato. Questa stessa semplicità coincide con il buonsenso e l'onestà di Guido e Arturo, ma contemporaneamente è la giusta misura a cui il titolo del film allude e che per l’uomo è l'equilibrio che il suo temperamento gli impedisce di raggiungere, mentre per il ragazzo è un'autodeterminazione felicemente improvvisata all'apparenza impossibile da conquistare. E’ anche rispetto dei buoni vecchi valori, del mondo di una volta: quello in cui si percorrevano strade secondarie a bordo di poco accessoriate utilitarie e nel quale le emozioni erano meno "filtrate". Le emozioni qui sono in primo piano insieme ai personaggi e fluiscono quiete, e quieta è l'evoluzione dell’amicizia fra i due protagonisti.

Comunque, una volta uscito dalla
cucina, il film di Falaschi si trova di nuovo in un corridoio su cui affacciano
diverse porte, in primis la porta del futuro, quello di un ragazzo con
una disabilità di cui, una volta scomparsi i familiari, si dovrà
occupare lo Stato. Questa porta si chiama "Dopo di noi". Quanto Basta indirettamente ce la ricorda, confermandosi anche in questo attuale e necessario.