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RASSEGNA GIOVEDÌ DI QUALITÀ - 14 / 15 MARZO

Old Man & the Gun

di David Lowery — U.S.A., 2018, 93 minuti
Commedia, Drammatico

Con Robert Redford, Casey Affleck, Sissy Spacek, Danny Glover, Tom Waits,, Ari Elizabeth Johnson, Tika Sumpter, Teagan Johnson.

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Trama

Ispirato alla storia vera di Forrest Tucker, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Negli anni del suo crepuscolo, dalla sua temeraria fuga dalla prigione di San Quentin a settant'anni, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Forrest Tucker disorientò le autorità e impressionò il pubblico.

Coinvolti in maniere diverse nella sua fuga, ci sono l'acuto e inflessibile investigatore John Hunt, che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dall'impegno non violento profuso da Forrest nel suo mestiere, e una donna, Jewel, che ama Forrest nonostante la professione che l'uomo si è scelto.

Recensione

Forrest Tucker è un rapinatore di banche che si potrebbe definire seriale. A 77 anni e dopo 16 evasioni, anche da carceri come San Quintino, non ha smesso, insieme a due soci, di organizzare dei colpi decisamente originali. Utilizzando il suo fascino e con tutta calma, senza mai utilizzare un'armi, continua a visitare banche e ad uscirne con borse piene di dollari. C'è però un poliziotto che ha deciso di occuparsi di lui.

Potrebbe essere un film testamentario quello scritto e diretto da David Lowery. Anche perché ogni singola frase e ogni inquadratura sono scritte e pensate per lui, per l'icona Robert Redford giunto alla non più tenerissima età di 82 anni.

Potrebbe esserlo ma ovviamente c'è da sperare che non lo sia anche se si ha l'impressione e quasi la certezza che Lowery conosca in modo approfondito la filmografia del suo protagonista e che ne compia, di tanto in tanto, un'affettuosa rivisitazione. Lo spettatore attento non potrà non pensare a L'uomo che sussurrava ai cavalli o a Il cavaliere elettrico. solo per citare due titoli. Se poi ci fosse chi si dovesse stupire a causa del fatto che Redford abbia scelto il ruolo di un rapinatore farebbe bene a ricordare che The Sundance Kid di Butch Cassidy era uno degli ultimi grandi fuorilegge del West. 

Così come probabilmente Tucker è stato l'ultimo rapinatore gentiluomo della storia del crimine made in USA. Il sorriso che non si perde nella miriade di rughe che decorano il volto di Robert è ancora quello pulito di un uomo che ha continuato ad amare quello che stava facendo: lui il suo lavoro di attore e Tucker quello di 'vivere'. 

Di bande di anziani rapinatori ne avevamo già viste sullo schermo anche di recente (vedi ad esempio Insospettabili sospetti remake di Vivere alla grande) ma qui l'impianto narrativo non si lega al bisogno di uscire dalla routine quotidiana della vita da pensionati. È una scelta di vita.

Redford poi non si sottrae alle ombre del personaggio che emergono in modo molto chiaro dall'incontro dell'investigatore (un Casey Affleck capace di disegnare sul proprio volto tutte le sfumature di una detection molto particolare) con la figlia di Tucker. Non manca però (e poteva non esserci?) il versante romantico in cui Robert e Sissy (Spacek) profondono tutta la consapevolezza del gioco della seduzione, che è sempre un mix di verità rivelate e di segreti celati, che ha al contempo la leggerezza e la consapevolezza regalati dagli anni trascorsi e dalle esperienze vissute.