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RASSEGNA GIOVEDÌ DI QUALITÀ - 21 / 22 FEBBRAIO

Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

di Tom Edmunds — Gran Bretagna, 2018, 90 minuti
Azione, Commedia, Drammatico

Con Tom Wilkinson (Leslie), Aneurin Barnard (William), Freya Mavor (Ellie), Christopher Ecclestone (Harvey), Marion Bailey (Penny).

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Trama

William (Aneurin Barnard) è un giovane scrittore profondamente insoddisfatto della sua vita che, dopo aver tentato più volte di suicidarsi, decide di ingaggiare Leslie (Tom Wilkinson), killer professionista prossimo alla pensione, per porre fine ai propri tormenti. Con un contratto firmato, William attende di morire entro una settimana ma la sua vita prende improvvisamente una piega inaspettata: trova un editore, si fidanza con la ragazza dei suoi sogni, e di conseguenza non ha più voglia di morire. Ma per Leslie il contratto non è più rescindibile... quindi William ha una settimana per sfuggire al killer che lui stesso ha pagato.

Una commedia superlativa che vi farà ridere a più non posso con uno strepitoso Tom Wilkinson (Se mi lasci ti cancello, Michael Clayton).

Recensione

William è un aspirante suicida seriale. Le prova tutte: lancio dal ponte, gas, impiccagione, avvelenamento con pillole, ma non riesce mai a porre fine alla sua vita. Teme di essere immortale, per scongiurarlo firma un contratto di morte non rescindibile con un killer esperto, Leslie, che avrà una settimana per ucciderlo nel modo da entrambi concordato. Peccato che in sette giorni molte cose possano cambiare e la vita di William, grazie a un incontro fortunato, sembra finalmente acquistare un senso.

È una piccola, inattesa, imprevedibile, e pertanto preziosa, lezione di cinema, l'opera prima di Tom Edmunds. Un esempio brillante e concreto di come si possa realizzare una vera black comedy, gustosa in ogni scena.

Lo stile è squisitamente british e si serve di due attori sensazionali (l'assassino esperto che non vuole andare in pensione Tom Wilkinson e lo scrittore immortale che non vede l'ora di morire Aneurin Barnard) per dare vita a un film anticonvenzionale, fresco e irriverente. Scorretto, cinico, esilarante, pronto a ironizzare su tutto (non solo sulla morte, ma anche su disabili, pensionati, sognatori, addirittura su Michael J. Fox), vanta una sceneggiatura originale e invidiabile dello stesso Edmunds.

Non c'è una battuta fuori posto e l'idea di fondere tra loro più generi (action, thriller, romantico) restando sempre nel tono della black comedy funziona. Fa sorridere anche il confronto speculare tra i due protagonisti: da una parte Leslie, assassino che si spaccia come "l'Angelo della Morte" e "Una clinica vivente dell'eutanasia" a cui in realtà serve disperatamente un ultimo omicidio per evitare la pensione, dall'altra un bagnino con il sogno frustrato di diventare scrittore che non vede l'ora di scomparire. Leslie, poi, si comporta come un onesto venditore-tipo qualsiasi, con tanto di brochure "La tua morte a modo tuo" e clausole del contratto di morte da leggere al cliente. Ha una moglie devota a casa (l'eccellente Marion Bailey) con cui si amano perdutamente da 36 anni.

Lei conosce il mestiere del marito, per distrarsi ricama cuscini. Il rapporto tra i due è delizioso, quasi quanto quello che Edmund inizia a costruire, per caso e suo malgrado, con la giovane editor anticonvenzionale che si appassiona per prima al suo manoscritto per aspiranti suicidi Le mie mille morti, che nessuno ha mai voluto pubblicargli (una coppia di "scoppiati" che ricorda quella della serie The End of the F***ing World).

Il ritmo comico è costante e ben congeniato, la satira è onnipresente e sfiora con intelligenza le più varie tematiche della contemporaneità, dal precariato dei giovani al mondo dell'editoria (e gli editori gigioni), fino alle difficoltà delle vecchie generazioni ad abbandonare le loro posizioni.

La commedia è farcita di punte di amarezza, puntualmente stemperate dall' umorismo ("Un altro scrittore mai pubblicato. È così che si perdono: pensano troppo"), in quello che si percepisce come un curioso e stravagante inno alla non omologazione. In apertura, non a caso, si nota tra i post-it scritti compulsivamente dal protagonista una citazione di Camus: "Nessuno capisce che la gente spreca troppa energia nel tentativo di essere normale".