Toggle navigation
C:\fakepath\Maledetta Primavera.jpg
Arena estiva Casa del Giovane - venerdì 30 luglio

Maledetta primavera

di Elisa Amoruso — Italia, 2020, 94 minuti
Drammatico

Con Micaela Ramazzotti, Giampaolo Morelli, Emma Fasano, Federico Ielapi, Manon Bresch.

Cinema Capitol  TRAILER
Cinema Capitol  SITO WEB
Cinema Capitol  PREVENDITA BIGLIETTI

Trama

Anni Ottanta. Nina si è trasferita da poco, e in fretta e furia, da una zona centrale di Roma al casermone periferico dove era cresciuta sua madre Laura. La madre litiga continuamente con il padre Enzo, che campa di espedienti improvvisandosi rivenditore di apparecchi fotografici di dubbia provenienza. Il fratellino Lorenzo è disorientato e si appoggia a Nina come a una seconda mamma, essendo quella vera esasperata da un marito che trascorre tutte le sere alla bisca con gli amici. Nella nuova scuola di suore - le uniche disposte ad accoglierla a fine anno - Nina incontra una ragazza della Guyana francese recentemente adottata da una donna italiana. E il legame fra queste due anime sole si rivelerà indimenticabile.

Recensione

Elisa Amoruso dedica alla sua famiglia il primo lungometraggio di finzione dopo i documentari Strane straniere e Chiara Ferragni - Unposted. Il suo tema autoriale sembra quello dello straniamento di chi si muove in un mondo di propria creazione: in questo caso l'universo di una ragazzina che muove i primi passi nell'adolescenza e scopre la propria sessualità, con davanti l'esempio di una coppia, quella dei suoi genitori, per cui la passione è stata una reciproca condanna.

Maledetta primavera è un film pieno di aria e di luce, visivamente trasparente, sotteso da ombre scure e paure inconfessabili. Amoruso ha un talento registico che vira verso la leggerezza, e questo è un bene fin tanto che la leggerezza non sconfina nell'inconsistenza. Il racconto di formazione di Nina sconta una scarsa originalità nella (pur piacevole) forma, e attinge ad archetipi cinematografici che fanno presto a diventare cliché: la cantata in macchina, il bagno nel mare filmato a pelo d'acqua, il luna park con la giostra e i seggiolini volanti, le immagini riflesse e rifratte. Spesso è il montaggio severo di Chiara Griziotti a riacchiappare la trama un attimo prima che (s)cada nel melenso. Ciò che invece Amoruso affronta molto bene, e in modo davvero originale, sono i corpi femminili, filmati in maniera tattile ed empatica, frammentati in modo che non diventino mai "pezzi di carne" ma mantengano una loro dignitosa integrità. Amoruso non confonde mai la sensualità con l'oggettivazione sessuale, e questa è una qualità rara nel cinema, soprattutto quando i corpi filmati sono quelli femminili. Nessuna delle donne qui mostrate perde il possesso del proprio fisico, acerbo o maturo che sia.(fonte mymovies.it)