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Rassegna di Qualità - 19 e 20 maggio

L'accusa

di Yvan Attal — Francia, 2021, 138 minuti
Drammatico

Con Charlotte Gainsbourg, Mathieu Kassovitz, Pierre Arditi, Ben Attal, Suzanne Jouannet.

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Trama

Studente d'ingegneria a Stanford, Alexandre torna a Parigi per partecipare a un'importante cerimonia in onore del padre, un celebre giornalista televisivo. Invitato a cena dalla madre, intellettuale femminista che ha da poco lasciato il marito, Alexandre fa la conoscenza di Mila, la figlia diciassettenne del nuovo compagno della madre.

Quella stessa sera, Alexandre e Mila partecipano a una festa e il giorno dopo lui viene arrestato per stupro ai danni della ragazza: cos'è successo tra i due? Alexandre, persona impulsiva e capricciosa, ha approfittato della fragilità di Mila o Mila, come sostiene Alexandre, è sempre stata consenziente durante il rapporto che hanno avuto?

Recensione

Un caso di violenza sessuale affrontato in tutte le sue implicazioni razionali, irrazionali, umane, giudiziarie. La domanda attorno a cui ruota il racconto non è tanto se c'è stato o meno uno stupro ai danni di una giovane donna, ma da dove nasce e come si sviluppa il desiderio; dove inizia la cultura maschile della prevaricazione; dove, ancora, la legge può intervenire per dirimere le "cose umane".

Le choses humaines è il titolo originale fin troppo esplicativo del film di Yann Attal: il più generico L'accusa, che traduce la versione internazionale The Accusation, sposta sul piano legale una vicenda che ha sì un risvolto giudiziario, ma riguarda prima di tutto la natura dei rapporti fra uomo e donna; gli impulsi, i pensieri, le azioni proprie degli umani che la legge è chiamata a regolare. Assolvere o accusare qualcuno di violenza sessuale, in casi in cui le versioni delle parti discordano - o meglio, come dice l'avvocato di Alexandre quando «non c'è una verità, ma due percezioni diverse della realtà» - non è una questione di morale: la giustizia deve andare oltre la morale, giudicare in base alla legge superando paradossalmente l'individualità dell'uomo e della donna. È proprio questa individualità che il film si preoccupa di costruire nella sua lunga prima parte, in cui ogni gesto o parola è sottolineato per definire la morale dei personaggi (la visione maschile di predominio, la superiorità etica della donna colta e benestante, l'ingenuità della ragazzina spaventata da tutto...) e fare in modo che il caso di stupro metta ciascuno di fronte alle proprie responsabilità. La sceneggiatura dello stesso Attal descrive in modo programmatico figure in contrasto per sesso, classe sociale e cultura, con il mondo altolocato e privilegiato di Alexandre (interpretato dal figlio del regista e della coprotagonista Charlotte Gainsbourg, Ben Attal) opposto a quello piccolo-borghese e ultrareligioso di Mila.