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Rassegna di Qualità - giovedì 26 e venerdì 27 Marzo

La gioia

di Nicolangelo Gelormini — Italia, 2025, 108 minuti
Drammatico

Con Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella, Betti Pedrazzi.

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Trama

Gioia è una donna di mezza età che insegna francese al liceo. Conduce una grigia esistenza e vive ancora a casa con i genitori ed è spesso costretta a subire la presenza invadente della madre. Ma soprattutto non ha mai conosciuto il vero amore. Alessio è uno studente svogliato che ha come unico obiettivo quello di fare soldi. Per questo, usa il suo corpo e si traveste da donna per rimediare qualche euro. In questo lo aiuta Cosimo, un parrucchiere amico di sua madre Carla, cassiera in un supermercato che, come il figlio, ha sempre bisogno di denaro. Un giorno i destini di Gioia e Alessio si incrociano. Il ragazzo comincia ad andare spesso a casa dell'insegnante con il pretesto di prendere delle ripetizioni di francese. Tra loro nasce un legame proibito e, con il tempo, nessuno dei due può fare a meno dell'altro. Gioia è disposta a tutto, anche a cambiare completamente vita. Alessio però ha altri piani.

Recensione

Si ripresentano ancora delle tracce noir nel cinema di Nicolangelo Gelormini. Ancora più che nel precedente Fortuna, la tensione sotterranea è più evidente.

Nel primo lungometraggio del regista, una bambina aveva smesso di parlare. In La gioia, una donna ha come smesso di vivere. Oppure non ha mai vissuto veramente. "Sono stata lenta per tutta la vita" dice Gioia ad Alessio proprio nel momento in cui la sua vita poteva prendere una direzione diversa.

Sul volto di Valeria Golino (protagonista anche di Fortuna), segnato da un aspetto dimesso ed occhiali spessi, c'è una trasformazione simile a quelle del cinema statunitense da Actors Studio, soprattutto quando gli attori devono entrare nel ruolo di un personaggio realmente esistito. La figura di Gioia si ispira infatti a quella di Gloria Rosboch, un'insegnante di Castellamonte (Torino) che è stata assassinata a 49 anni nel gennaio 2016 da un suo ex-studente assieme a un complice dopo averle estorto 187.000 euro convincendola a investirli in una falsa società immobiliare. La storia è stata poi anche al centro dell'opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori da cui probabilmente il film è influenzato soprattutto per la dimensione claustrofobica evidente anche nelle tonalità grigie, spente della fotografia di Gianluca Palma.