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Arena estiva Casa del Giovane - Rimandata a mercoledì 28 luglio

In viaggio verso un sogno

di Tyler Nilson, Michael Schwartz — USA, 2019, 97 minuti
Commedia

Con Shia LaBeouf, Dakota Johnson, Zack Gottsagen, John Hawkes, Bruce Dern, Thomas Haden Church.

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Trama

Zak ha solo 22 anni ma vive in una casa di cura per anziani in North Carolina, a cui è stato assegnato dallo stato perché senza famiglia e affetto dalla sindrome di Down. Zak però non ci sta, ed è determinato a scappare dalle cure di Eleanor, responsabile dell'istituto, con l'aiuto dell'amico Carl. Quando finalmente il ragazzo riesce a darsi alla fuga, il destino lo mette sul cammino di Tyler, pescatore di granchi inseguito da un compratore a cui deve dei soldi. Brusco e tormentato, Tyler si prende però cura di Zak e decide di portarlo con sé nel suo viaggio verso la Florida, facendo tappa alla scuola di wrestling dove Zak spera di incontrare il suo idolo Salt Water Redneck.

Recensione

L'esordio alla regia di Tyler Nilson e Michael Schwartz è un tenero racconto popolare in stile Mark Twain, ambientato nella periferia costale e anfibia del sud degli Stati Uniti, in bilico tra la favola picaresca e il realismo povero.

Completamente costruita attorno alla figura di Zack Gottsagen, un ragazzo con la sindrome di Down che i registi conoscono da tempo e che volevano aiutare a diventare attore, la storia ha una purezza semplice che con pochi mezzi e tanto cuore costruisce un rapporto autentico tra i due protagonisti. Gottsagen investe il personaggio di Zak di una fisicità voluminosa e di tempi comici che a più riprese regalano sorrisi, trovando in un attore intenso come Shia Labeouf un contraltare perfetto per generosità e dinamismo. Sporchi, sudati e senza un centesimo, i due si incamminano verso sud lungo la costa, vestiti di stracci quando non addirittura ridotti in mutande, schivando la minaccia di chi gli vuole male (un sempre ottimo John Hawkes) e invitando "a bordo" chi gli vuole bene, come Eleanor, a cui Dakota Johnson dona tutta la sua incredulità un po' ironica. È un mondo in cui le istituzioni sono lontane, le famiglie disintegrate, e le improbabili scuole di wrestling chiuse da anni: c'è solo un'umanità - e in particolare una mascolinità - da ricostruire pezzo per pezzo. Mattoni grezzi ma efficaci, che aiutano a scoprirsi "uno dei buoni" e a elaborare il senso di colpa verso i fratelli maggiori.