di Matt Shakman — USA, 2025, 115
Azione, Avventura, Commedia, Fantascienza
Con Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach, Ralph Ineson.
TRAILER
SITO WEB
PREVENDITA BIGLIETTI
Trama
Reed Richard, sua moglie Sue Storm, il di lei fratello Johnny Storm e l'amico di famiglia Ben Grimm hanno partecipato a una missione spaziale da cui sono tornati trasformati, dotati di sensazionali poteri. Sono divenuti così i Fantastici Quattro e hanno sconfitto i mostri giganti del sottosuolo comandati dall'Uomo Talpa, sventato i piani dello Spettro Rosso e delle sue superscimmie, e scongiurato altre minacce. Eroi celebrati in tutto il pianeta, vivono in una Terra diversa da quella che conosciamo, dove gli anni Sessanta non sembrano essere mai finiti e si sono invece evoluti. Ora però un'incognita turba l'intelligenza di Reed: Sue è infatti incinta e nemmeno lui sa prevedere quali problemi e poteri porterà con se il figlio di due superesseri.
Recensione
I Fantastici 4 - Gli inizi mette il più intelligente degli eroi Marvel di fronte a due problemi più grandi di lui: la paura profondamente umana di diventare padre e la minaccia persino metafisica del Divoratore di Mondi.
Giunge infatti dallo spazio una figura dalla pelle argentea, che vola su una tavola da surf. Annuncia di essere l'araldo di Galactus e che la Terra ha i giorni contati, perché presto il Divoratore di Mondi verrà a cibarsene. L'umanità non può che guardare ai suoi soli e grandi eroi, ma cosa possono fare contro una forza primaria dell'Universo, guidata da una fame inarrestabile e dotata di un potere smisurato? Persino il suo Araldo sembra da solo assai più capace dei Quattro. La crisi per gli eroi diventerà poi ancora più profonda dopo aver incontrato Galactus, che propone loro un patto inaccettabile.
È a questo punto del film, senza raccontare dettagli, che diviene chiaro come la Terra in cui vivono questi eroi sia diversa dalla nostra. I Quattro, pur avendone ampiamente il tempo, non si preoccupano di gestire la comunicazione della nefasta notizia che riportano dallo spazio, non la nascondono e rispondono con sincerità pur se questo distrugge la loro fama. Sembra una follia, ma questa Terra non segue le regole della nostra nevrotica società della comunicazione, qui gli eroi possono riconquistare la stima del mondo con la speranza e l'onestà e possono persino unire tutte le nazioni del pianeta (tranne la misteriosa Latveria) a contribuire a uno sforzo ingegneristico impressionante e a sopportare grandi sacrifici. Reed Richards promette una via d'uscita, e la Terra lo segue, mentre nella realtà nemmeno la recente pandemia, ha saputo creare una tale coesione di intenti. Per dire quanto siano unici i Fantastici 4 e il loro mondo, basta confrontarlo con la Terra di Superman (non uno qualunque) subito pronta a rinnegarlo nel film omonimo.
Da una parte questo contesto rende i Fantastici Quattro dei supereroi davvero d'altri tempi, figli di un mondo diverso, utopico come la Federazione di Star Trek. Dall'altra l'incognita genetica del figlio è quanto di più profondamente umano si possa immaginare: la paura di Reed è quella di ogni padre, impotente di fronte alla crescita del figlio e ai suoi possibili disturbi. Pedro Pascal riesce a trasmettere tutto questo, ancorando il film a un istinto primordiale di protezione.
Gli altri membri del gruppo non richiedono questo sforzo, perché sono da sempre più umani di Reed: Sue alterna la tenerezza e la furia, mentre il mostruoso Ben esprime malinconia. Sorprende il nuovo spessore dato a Johnny, la testa calda del gruppo che è qui più razionale, affascinato da messaggi alieni che vorrebbe decifrare perché ama lo spazio. È lui a dare senso al cambio di sesso di Silver Surfer che canonicamente sarebbe un uomo, mentre in questo universo alternativo, è una donna: Johnny ne è subito affascinato e cerca di risolverne il mistero.