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sabato 15 e domenica 16 giugno

Garfield: Una missione gustosa

di Mark Dindal — USA, 2024, 101 minuti
Animazione, Avventura, Commedia

Con la voce di Maurizio Merluzzo.

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Trama

Garfield, il pigro gattone che odia il lunedì (giorno del bagnetto) e che fagocita le adorate lasagne, incontra inaspettatamente il trasandato gatto di strada Vic che si rivela essere il padre che lo aveva abbandonato da cucciolo. Insieme a lui, e al fedele amico canino Odie, sarà costretto a lasciare le comodità di casa per lanciarsi in un'esilarante rapina ad alto rischio.

Recensione

Diretto da Mark Dindal, regista di Le follie dell'imperatore di cui qui ritroviamo anche il cosceneggiatore David Reynolds, Garfield: una missione gustosa è una riuscita commedia che conserva il dna surreale dell'amato felino arancione accordandolo con divertenti elementi della contemporaneità.

È costruito su un doppio piano narrativo questo terzo film (il più riuscito) sul gattone creato da Jim Davis. Da una parte la linea di racconto che lega Garfield al suo passato con il padre che lo aveva abbandonato da cucciolo, dall'altra proprio l'incontro con Vic, disvelatore di lati paterni ignoti a Garfield, porterà il gatto, caratterizzato nel disegno dai grandi occhi mobili, a intraprendere un'avventura che, pur rifacendo il verso ai film con le rapine da colpo grosso, trova una sua originale lettura dell'heist movie. Il merito va sicuramente all'impianto produttivo, in primis a John Coen produttore di Cattivissimo Me, poi al regista Mark Dindal artefice de Le follie dell'Imperatore alla cui sceneggiatura aveva collaborato anche David Reynolds (Alla ricerca di Nemo) che ritroviamo anche qui. L'animazione è perfettamente funzionale alla rappresentazione del mondo morbido e ovattato di Garfield, gatto supercoccolato (come peraltro tutti i felini) dal suo padrone, Jon. La parte iniziale del film racconta proprio come la vita di Jon, che di mestiere - guarda un po' - fa proprio il fumettista, sia stata riempita dalla presenza di Garfield che ha adottato non appena l'ha visto affamato fuori dalla pizzeria in cui stava cenando da solo. Anche se, come succede in questi casi, è difficile dire chi abbia adottato chi... Tutto questo racconto del passato di Garfield vive di malinconie e di annotazioni profonde che rendono il cinema d'animazione il luogo privilegiato per l'indentificazione del pubblico dei più piccoli ma, a ben vedere, anche di quello più adulto. Proprio pensando anche ai genitori che accompagnano i figli al cinema, ecco che la seconda parte del film, tutta dedicata alla congettura e all'esecuzione di un colpo grosso a una fabbrica del latte, si fa carico di citare i tanti heist movie che hanno fatto la storia del cinema, con anche una mirabolante e vertiginosa sequenza su un treno in corsa (il regista si diverte particolarmente nel condire di slapstick anche i momenti più rocamboleschi), senza però dimenticare le psicologie infantili con le paure determinate dai comportamenti negativi di personaggi che, antropomorfi nel linguaggio, non rispecchiano la bontà degli animali di cui dovrebbero essere il riflesso.