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da sabato 18 a martedì 21 aprile

E' l'ultima battuta?

di Bradley Cooper — USA, 2025, 121 minuti
Commedia

Con Will Arnett, Laura Dern, Andra Day, Bradley Cooper, Blake Kane.

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Trama

New York. Dopo 20 anni di matrimonio, Alex Novak e la moglie Tess stanno divorziando. Cercano però di mantenere rapporti amichevoli e di non alterare la loro vita familiare, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei due figli, Felix e Jude. Una sera Alex, per evitare di pagare l'ingresso all'Olive Tree Cafe, decide di iscriversi a una serata 'open mic' del Comedy Cellar, leggendario stand-up-comedy club, e inizia a farsi strada e a scoprire un nuovo scopo nella sua vita.

A sua volta Tess riscopre la sua passione per la pallavolo e riceve l'offerta di diventare l'assistente allenatrice della squadra femminile degli Stati Uniti per le Olimpiadi estive del 2028. Entrambi frequentano una coppia di amici, Balls e Christine, che sembrano attraversare anche loro un momento di crisi. Le loro vite scorrono parallelamente ma s'incrociano spesso; non riescono a stare insieme ma neanche a lasciarsi. Poi una sera, casualmente, Tess scopre la 'nuova identità' di Alex.

Recensione

Under Pressure. Si manifesta nel magnifico finale ma il brano dei Queen sembra un eco ricorrente di tutto il film.

Avvolto nei chiaroscuri, nelle luci domestiche e della città della fotografia di Matthew Libatique, È l'ultima battuta? mostra i protagonisti sempre sospesi in un limbo, in una condizione dove non possono andare avanti nella stessa situazione ma, contemporaneamente, non vogliono neanche dare un taglio netto alla propria vita. "Né con te né senza di te" recitava l'epitaffio del travolgente Truffaut di La signora della porta accanto.

Non c'è la morte ma nel terzo, ancora sorprendente e bellissimo, film da regista di Bradley Cooper c'è la stessa disperazione. Si sente nelle parole di Alex durante le sue esibizioni 'stand-up' dove ogni parola è dissacrante ma carica di un'amara verità. Senza l'esibita volgarità di Lenny Bruce nel film di Bob Fosse del 1974 con Dustin Hoffman ma in cui ogni racconto è lì, sempre sul punto di esplodere. Stavolta l'attore statunitense, rispetto ai suoi primi due film come cineasta, non è in primo piano ma si ritaglia il ruolo di Balls, amico del protagonista, figura al tempo stesso tragica e grottesca, speculare e contraria a quella di Alex.

C'è una verità travolgente nel modo in cui È l'ultima battuta? mostra la fine di una storia ma anche un legame indissolubile, che si è costruito e deteriorato nel corso degli anni. Will Arnett e Laura Dern sono strepitosi nel modo in cui si mostrano scoperti nelle loro emozioni. Sono quasi le reincarnazioni di un Cassavetes rivisitato, anzi, meglio, rivissuto. Non con la spocchia citazionista/cinefila ma con la passione di un altro grande, intenso, consapevole, disordinato, viaggio nel cinema americano dove restano non solo le storie ma soprattutto come si raccontano.

C'è un'immagine determinante che resta: la fotografia di Tess che fa la schiacciata durante una partita di volley. È di spalle. Qui c'è lo scarto e l'istinto con cui Cooper mostra, non tanto nei dettagli ma proprio nelle percezioni emotive, la crisi di una coppia nel tempo. Quella foto è come Alex vede Tess (o si illude di vederla) ancora oggi e come invece lei non si vede più. Da qui la distanza, l'impossibilità di essere riconciliati. "Mi hai lasciato molti anni da sola in questa relazione" dice Tess al marito. Non sono solo i dialoghi, sono come cicatrici di un pezzo di vita vissuta che ritornano frequentemente nel cinema di Cooper regista.