di Maryam Touzani — Spagna, 2025, 116 minuti
Drammatico
Con Carmen Maura, Marta Etura, Ahmed Boulane, María Alfonsa Rosso, Miguel Garcés.
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Trama
Maria Angeles è un'anziana signora spagnola che vive a Tangeri, la città del nord del Marocco che è stata a lungo protettorato spagnolo, terra di immigrazione e crocevia di lingue e di culture. In fuga da Franco una grande comunità spagnola si era trasferita lì negli anni Trenta e Maria Angeles è la discendente di quelle famiglie che hanno scelto di restare, invece di tornare in Spagna. Nel quartiere la conoscono tutti e tutti le vogliono bene, lei ama la sua casa e la sua vita, anche se è vedova e l'unica figlia, Clara, vive a Madrid con i nipoti. Clara però è divorziata, non riesce a mantenersi con il suo lavoro di infermiera e arriva a Tangeri per vendere la casa in cui vive sua madre, che il padre ha intestato a lei.
Le alternative per Maria Angeles sono due: o andare a vivere a Madrid a casa della figlia o recarsi in una residenza spagnola per anziani. Inizialmente la donna accetta di trasferirsi nella residenza, ma presto fugge da lì per tornare nella sua casa, che è stata svuotata dalla figlia in vista della vendita. Da quel momento Maria Angeles si adopererà per ricostruire la sua vita di prima, e forse anche aprirsi ad una vita nuova e a nuovi incontri
Recensione
L'anima di Calle Malaga, titolo che fa riferimento alla via di Tangeri in cui abita da sempre Maria Angeles, è Carmen Maura, l'attrice spagnola tanto amata da Almodóvar, che oggi è una splendida ottantenne, e che domina lo schermo per tutta la durata del film.
La regista marocchina Maryam Touzani, che ha al suo attivo film di buon successo come Adam e Il caftano blu, la segue nelle sue interazioni con il mondo arabo e con la comunità spagnola locale, concentrandosi sui suoi gesti eleganti, sia che prepari polpette e tapas, sia che si passi una mano di smalto scarlatto alle unghie. Non c'è niente di senile in Maria Angeles né nel film che la racconta, rispettandone la dignità personale dalla prima all'ultima scena.
Anche la vita sessuale della donna trova spazio in questo racconto vitale, così come il suo amore per gli oggetti e i muri della casa che ha visto svolgersi tante vicende familiari ed è diventata uno scrigno di ricordi, così come per una città che è un mix di culture e tradizioni, e con la quale la donna spagnola si rapporta senza divisioni o razzismi. Forse l'aspetto più originale, ma anche drammaturgicamente poco sviluppato del film, è il ritratto di una maternità non disposta al sacrificio: Maria Angeles invita sua figlia a prendersi cura di sé, e a non mettere gli altri prima di se stessa, ma noi assistiamo alla disperazione della figlia che ha problemi reali e non capisce il "sano egoismo" della madre. Touzani sta evidentemente dalla parte della madre nonostante abbia l'età per essere sua figlia, ma sta bene attenta a non giudicare nessuna delle due, comprendendo le ragioni di entrambe.